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Cimurro: la malattia virale che minaccia il sistema nervoso del cane

Il cimurro è una malattia virale multisistemica che colpisce i cani domestici, ma anche volpi, furetti e altri carnivori selvatici. Si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline respiratorie di un animale infetto, e si diffonde rapidamente nell’organismo colpendo il sistema respiratorio, gastrointestinale, cutaneo e, nelle fasi più avanzate, anche quello nervoso centrale.

I sintomi iniziali comprendono febbre, scolo nasale e oculare, tosse e inappetenza; nelle fasi successive possono comparire vomito, diarrea e ispessimento dei polpastrelli. Il coinvolgimento neurologico, quando presente, è generalmente il segno più grave e può manifestarsi con tremori, convulsioni o alterazioni comportamentali.

Non esiste una cura specifica contro il virus: la terapia è di supporto, mentre la vaccinazione resta lo strumento di prevenzione più efficace, motivo per cui rientra nei protocolli vaccinali di base raccomandati per ogni cucciolo.

Leishmaniosi: la malattia trasmessa dai pappataci che ogni proprietario di cane dovrebbe conoscere

La leishmaniosi è una delle patologie parassitarie più diffuse tra i cani nelle aree mediterranee, Italia compresa: negli ultimi anni si è estesa anche a regioni un tempo considerate indenni. È causata da un protozoo del genere Leishmania, trasmesso dalla puntura di un piccolo insetto, il pappatacio, soprattutto nei mesi caldi.

Il periodo di incubazione può essere molto lungo, anche diversi anni: alcuni cani sviluppano un’infezione subclinica che può ripresentarsi mesi o anni dopo, altri manifestano i sintomi classici come perdita di peso, letargia, lesioni cutanee, ingrossamento dei linfonodi e problemi renali nelle fasi più avanzate.

Non esiste una cura risolutiva, ma con una diagnosi precoce e una terapia adeguata molti cani possono convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualità di vita. La prevenzione si basa su repellenti specifici contro i pappataci e, dove indicato, sulla vaccinazione.

Leptospirosi: un rischio anche per l’uomo, non solo per il cane

La leptospirosi è un’infezione batterica a diffusione mondiale che colpisce diverse specie animali, cane compreso, ed è una delle poche patologie di questo elenco che può trasmettersi anche all’uomo. I batteri responsabili sopravvivono per settimane nell’acqua stagnante e nei terreni umidi, e si trasmettono soprattutto attraverso il contatto con urine di animali infetti o con ambienti contaminati.

La malattia può colpire soprattutto fegato e reni, con sintomi che vanno da febbre, letargia e inappetenza fino a itterizia o insufficienza renale acuta nei casi più gravi. Una forma cronica, più subdola, può manifestarsi con segni meno specifici e un progressivo coinvolgimento degli organi.

La diagnosi si basa su esami del sangue mirati, e la terapia prevede un trattamento antibiotico tempestivo. Anche in questo caso la vaccinazione, generalmente inclusa nei protocolli di base, resta lo strumento di prevenzione più efficace, soprattutto per i cani che frequentano zone rurali o corsi d’acqua.

Parvovirosi canina: perché la vaccinazione dei cuccioli non va mai rimandata

La parvovirosi è una delle infezioni virali più temute nei cuccioli: colpisce cani di ogni età ma con un’incidenza molto più alta sotto l’anno di vita. Il virus responsabile è estremamente resistente nell’ambiente, dove può sopravvivere per mesi, e si trasmette per contatto diretto con cani infetti o con superfici e terreni contaminati.

La malattia colpisce soprattutto l’intestino, causando una grave forma di enterite con vomito, diarrea spesso emorragica, disidratazione rapida e forte abbattimento delle condizioni generali. Nei cuccioli molto piccoli il decorso può essere estremamente rapido e, senza un intervento tempestivo, anche fatale.

Non esiste una cura specifica contro il virus: la terapia si basa su un supporto intensivo nelle prime fasi critiche. La vaccinazione, da eseguire secondo il protocollo dei cuccioli fin dalle prime settimane di vita, è lo strumento di prevenzione più efficace a disposizione.

Rabbia: perché la vaccinazione resta importante anche se il rischio in Italia è oggi molto basso

La rabbia è una malattia virale che colpisce il sistema nervoso centrale ed è una delle poche patologie di questo elenco a essere fatale nella quasi totalità dei casi, oltre a rappresentare un rischio diretto per la salute umana. Il virus si trasmette attraverso il morso di un animale infetto e migra lungo i nervi periferici fino al cervello.

In Italia il rischio di rabbia è oggi molto contenuto grazie alle campagne di vaccinazione e sorveglianza degli ultimi decenni, ma resta una malattia soggetta a denuncia obbligatoria: chiunque sospetti un caso deve segnalarlo immediatamente alle autorità sanitarie competenti.

Per chi viaggia con il proprio cane, soprattutto verso paesi extraeuropei o alcune aree a rischio, la vaccinazione antirabbica resta un requisito importante, spesso obbligatorio per l’espatrio. Parlatene con il vostro veterinario in fase di pianificazione del viaggio.

Toxoplasmosi nel cane: una malattia spesso associata (a torto) solo ai gatti

Quando si parla di toxoplasmosi si pensa quasi sempre ai gatti, ma anche il cane può essere colpito da questo parassita, seppur con una frequenza minore. Le prime fasi della malattia si manifestano con febbre, letargia, inappetenza e diarrea; possono comparire anche sintomi respiratori e, nei casi più severi, segni neurologici.

Nei cani, l’infezione può manifestarsi in concomitanza con il cimurro, e in alcuni casi è stata indicata come possibile causa di perdita dell’immunità vaccinale nei confronti di quel virus. Nelle femmine gravide, seppur raramente rispetto al gatto, può causare aborto o portare alla nascita di cuccioli portatori dell’infezione.

La diagnosi richiede esami specifici del sangue, e il trattamento, quando necessario, si basa su una terapia farmacologica mirata. Una buona igiene nella gestione degli alimenti e il controllo della predazione di piccoli roditori restano le principali misure di prevenzione.

Filariosi cardiopolmonare: la prevenzione stagionale che ogni proprietario di cane dovrebbe conoscere

La filariosi cardiopolmonare è una malattia parassitaria causata dal nematode Dirofilaria immitis, che si localizza nel cuore e nei grandi vasi polmonari del cane. Si trasmette esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, ed è per questo che la sua diffusione è legata strettamente al clima.

Nelle fasi iniziali l’infezione può essere del tutto asintomatica; con il progredire della malattia possono comparire tosse, affaticamento durante l’esercizio, perdita di peso e, nei casi più gravi, segni di scompenso cardiaco.

La buona notizia è che si tratta di una delle patologie più facilmente prevenibili: esistono protocolli di prevenzione mensile o, in alcuni casi, iniezioni a lunga durata, da valutare con il veterinario in base alla zona di residenza e allo stile di vita del cane.

Forasacchi: il pericolo nascosto nell’erba che ogni estate mette a rischio i nostri animali

Le ariste delle graminacee mature — comunemente chiamate “forasacchi” o “spighette” — rappresentano uno dei pericoli estivi più sottovalutati per i nostri animali. La loro forma, con piccole barbe rigide che impediscono il movimento all’indietro, fa sì che una volta penetrate nella cute o nelle mucose possano solo avanzare, spinte dai movimenti muscolari e dal grattamento dell’animale stesso: da qui il nome di “corpo estraneo migrante”.

Le zone più colpite sono naso, occhi, orecchie, spazi interdigitali delle zampe e, più raramente, le vie respiratorie profonde se inalate. La penetrazione provoca dolore e prurito intenso, seguiti spesso da arrossamento, gonfiore e, se non trattata tempestivamente, infezione con formazione di ascessi o fistole.

La tempestività è fondamentale: prima si interviene, più semplice è la rimozione e minori sono i danni ai tessuti. Durante l’estate è buona norma controllare il pelo e le zampe del proprio animale dopo ogni passeggiata in aree con erba alta, ed evitare, quando possibile, di frequentare quelle zone nei mesi più critici.

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