A maggio 2026 sono state pubblicate le linee guida aggiornate per la diagnosi, il trattamento, il monitoraggio e la prevenzione della leishmaniosi canina, formulate dal Canine Leishmaniosis Working Group (CLWG, 2026). Le linee guida forniscono raccomandazioni pratiche basate su evidenze scientifiche e sull’esperienza clinica dei membri del gruppo.
1. Classificazione Clinica (Stadiazione)
Il CLWG suddivide i pazienti in quattro stadi principali:
- Stadio A – Sieropositivo non infetto: cani sani (o con patologie concomitanti non correlate), con PCR quantitativa negativa e anticorpi specifici generalmente bassi. Non necessitano di trattamento medico.
- Stadio B – Infetto: cani sani (o con alterazioni non associate a infezione attiva), con PCR quantitativa positiva su midollo, linfonodo, milza, cute o congiuntiva e titolo anticorpale da negativo a elevato. Non necessitano di trattamento medico.
- Stadio C – Malato: cani con segni clinici e/o alterazioni di laboratorio associate a leishmaniosi attiva e parassita confermato direttamente (citologia/istologia) o tramite qPCR. Titolo anticorpale tipicamente medio-alto. Necessitano di trattamento medico.
- Stadio D – Gravemente malato: cani in stadio C che presentano criteri di gravità quali proteinuria severa (UPC > 3), insufficienza renale grave (stadi IRIS 3-4) o gravi lesioni d’organo che richiedono terapie immunosoppressive.
2. Diagnosi e Biomarker
La diagnosi deve combinare l’anamnesi, i segni clinici (lesioni cutanee, oculari, renali, linfoadenomegalia) e un profilo di laboratorio completo:
- Alterazioni di laboratorio comuni: anemia normocitica normocromica non rigenerativa, trombocitopenia, iperglobulinemia (gammopatia policlonale), ipoalbuminemia, alterazione delle proteine di fase acuta (es. aumento CRP, riduzione PON-1), proteinuria e azotemia.
- Nuovi Biomarker: introdotti per monitorare il danno tubulare renale (GGT urinaria, NGAL, elettroforesi SDS-Age) e l’immunomodulazione (rapporto CD4:CD8).
- Citologia vs PCR: la citologia ha un’alta specificità (conferma lo stadio malato se positiva) ma bassa sensibilità. La qPCR è raccomandata in caso di citologia negativa; le matrici migliori sono midollo osseo e linfonodi, mentre il sangue periferico ha bassa sensibilità.
- Sierologia (IFAT vs ELISA vs ICT): i test rapidi (ICT) sono sconsigliati per lo screening di cani sani. IFAT ed ELISA quantitativi sono preferibili. I titoli anticorpali risentono delle fluttuazioni stagionali nelle aree endemiche, elemento da considerare per evitare falsi positivi da esposizione transitoria.
- Vaccini e Diagnosi: I vaccini attualmente in commercio in Europa (LetiFend® e Neoleish®) non interferiscono con i test sierologici diagnostici, a differenza del vecchio vaccino CaniLeish® (ritirato nel 2023).
3. Trattamento
Il CLWG mira a ridurre l’abuso di farmaci per contrastare la farmacoresistenza. Si trattano solo i pazienti in stadio C e D. Il solo test sierologico positivo, senza sintomi o alterazioni di laboratorio, non giustifica la terapia:
- Protocollo di prima scelta: antimoniato di meglumine per 4 settimane in combinazione con Allopurinolo per 12 mesi.
- Sicurezza renale: l’antimoniato di meglumine è considerato sicuro anche in pazienti con funzionalità renale compromessa; la riduzione del dosaggio non è raccomandata poiché ne inficia l’efficacia.
- Seconda scelta: la Miltefosina per 28 giorni associata ad Allopurinolo è considerata una seconda linea a causa di un maggiore rischio di recidive precoci.
- Terapie di supporto: domperidone e nucleotidi dietetici associati ad AHCC offrono supporto immunomodulatore e protezione renale. L’uso di glucocorticoidi (prednisone/prednisolone) a dosaggio antinfiammatorio è limitato a brevi periodi per ridurre gli stati flogistici da immunocomplessi.
4. Follow-up e Prevenzione
- Monitoraggio anticorpale: si raccomanda un controllo sierologico a 3-4 mesi dall’inizio del trattamento, poi a 6-12 mesi. In base alla stabilità del titolo e alla stagione, i successivi controlli variano da finestre strette (2-4 mesi) a controlli annuali.
- Resistenze e Recidive: per la prima volta le linee guida introducono l’uso di test genetici per identificare fattori di resistenza del parassita nei cani “non-responding” (nessun miglioramento clinico) o “early relapsing” (recidiva entro l’anno).
- Piani di monitoraggio per stadio:
– stadio A: visita ed esami di base a cadenza annuale (preferibilmente a inizio stagione di trasmissione);
– stadio B: controlli clinici e di laboratorio periodici, più ravvicinati se i titoli anticorpali tendono a salire;
– stadi C e D: esami al termine della terapia leishmanicida, ripetuti poi ogni 3-4 mesi nel primo anno.
- Prevenzione: a causa del riscaldamento climatico, si raccomanda l’uso di repellenti topici (piretroidi) tutto l’anno e non solo nei mesi caldi. I vaccini riducono il rischio di sviluppare la malattia ma non prevengono l’infezione, e il loro utilizzo in cani già infetti o malati è da considerarsi off-label.
Bibliografia:
Roura X., Paltrinieri S., Cortadellas O. et al. Updated Canine Leishmaniosis Working Group recommendations for leishmaniosis in dogs: Q&A on clinical management. Parasites Vectors (2026) https://doi.org/10.1186/s13071-026-07446-6
Giulia Mangiagalli, DVM EBVS® European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (dipl. ECVCP), Esperto MYLAV in Patologica Clinica
Silvia Lucia Benali, DVM PhD EBVS® European Specialist in Veterinary Pathology (dipl. ECVP), Esperto MYLAV in Istopatologia
Walter Bertazzolo, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Dipl. ECVCP); Direttore Scientifico di MYLAV